Apelle (II° secolo)

Apelle fu il fondatore di una setta gnostica del II° secolo, di cui si ha notizia dagli scritti di Tertulliano ed Eusebio.
A. fu allievo di Marcione, di cui seguì gli insegnamenti a Roma, successivamente si recò ad Alessandria, diventando allievo di Filomena, teologa gnostica, di cui scrisse e pubblicò la dottrina. Come la sua maestra, A. cercò di mediare le posizioni dualiste di Marcione con quelle cattoliche.
Infatti come Marcione, A. rigettò l'importanza del Vecchio Testamento per i cristiani in un suo lavoro dal titolo Eullogismoi, ma contrariamente al suo maestro, rifiutò il concetto dualista di due Dei, l'uno del Vecchio Testamento, vendicativo e terribile, l'altro del Nuovo Testamento, buono e misericordioso.
Inoltre, mentre Marcione propugnava l'eresia del Docetismo, in cui il corpo di Cristo era del tutto immateriale in contrasto con i Cattolici, che credevano nella totale incarnazione del Cristo, A. propose, a riguardo, una forma intermedia, in cui il corpo di Cristo era formato di materiale stellare o sostanza divina.
Curiosamente questo concetto venne successivamente ripreso nel XVI° secolo dai Mennoniti.